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Sacchetti e bottiglie di plastica tra divieti, riciclo e… gioco d’azzardo

Autore/Fonte: Agnese Codignola – Il Fatto Alimentare.


La riduzione della plastica monouso richiede azioni coerenti e misurabili: i divieti e le tasse possono funzionare quando sono supportati da infrastrutture di raccolta efficienti, filiere di riciclo trasparenti e comunicazione non ingannevole al cittadino. In questa prospettiva, per l’acqua da bere la soluzione strutturale è ridurre a monte l’uso di bottiglie, favorendo l’acqua potabile al punto d’uso (POU) in casa, uffici e ristorazione, con installazione e manutenzione qualificate che garantiscano sicurezza e prestazioni.


Sui meccanismi d’incentivo, bene ciò che premia i comportamenti corretti (es. sistemi di deposito cauzionale) quando produce risultati verificabili; meno utile qualsiasi approccio “a premio facile” che trasformi il tema ambientale in puro gioco d’azzardo comunicativo. L’obiettivo resta meno plastica, più acqua di rete trattata correttamente, riciclo tracciabile e decisioni basate su evidenze, non sul marketing.


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